Ad aprile, ClimateAid Network e Acu Associazione Consumatori Utenti
avevano presentato all’AGCM denuncia contro Poste Italiane
ritenendo che l’offerta Luce e Gas costituisse in realtà una
pratica di greenwashing. Poste Italiane, letta la denuncia, senza
attendere la decisione del Garante, ha preferito modificare
volontariamente la propria pubblicità.

Alla fine la nostra denuncia per greenwashing (di cui vi abbiamo parlato il 2 maggio, qui) ha colto nel segno e Poste Italiane ha preferito modificare la pubblicità al proprio prodotto Energia, piuttosto che difenderla davanti al Garante.

Insieme con ACU – Associazione Consumatori Utenti, avevamo ipotizzato l’ingannevolezza della pubblicità (con violazione del Codice del Consumo) per tutte quelle affermazioni nelle quali si affermava, o si faceva intendere, che Poste Italiane, entrata a gennaio nel mercato dell’energia, potesse portare a casa dei propri clienti “solo energia elettrica prodotta al 100% da fonti rinnovabili” e che l’offerta di gas per uso domestico potesse qualificarsi come “proposta green”.

Sottolineavamo come, invece, nessun fornitore di energia fosse in condizione di garantire la possibilità di fornire solo energia da fonti rinnovabili, perché in Italia l’energia prodotta viene immessa in rete e a casa dell’utente arriva sempre un mix energetico composto da fonti fossili e rinnovabili, prodotte in Italia e all’estero. Così come avevamo richiamato l’attenzione del Garante, sul fatto che tutta la filiera del gas, di cui Poste è solo un rivenditore, fosse altamente inquinante per l’uomo e l’ambiente e certamente non potesse definirsi come “green”.

Avevamo ragione! Il comportamento confessorio di Poste conferma la correttezza delle nostre deduzioni e la verità ha sconfitto le subdole tecniche persuasorie.

Come tutti potrete verificare dalle grafiche allegate in questa pagina, la parola “GREEN” (riferita a elettricità e gas) è stata eliminata; la promessa “VENDIAMO SOLO ENERGIA ELETTRICA 100% GREEN PRODOTTA IN ITALIA ESCLUSIVAMENTE DA FONTI RINNOVABILI” è stata sostituita da “OFFRIAMO E IMMETTIAMO IN RETE…”; è scomparso il “100% GREEN” (che rimane solo in alcuni finti “redazionali”); le pagine web con riferimenti ai redazionali “POSTE ITALIANE PER LA SOSTENIBILITÀ” con il riferimento ad un inesistente Piano Strategico e “L’OFFERTA GREEN E SOSTENIBILE POSTE ENERGIA”, sono state rimosse.

Siamo contenti, ma non completamente soddisfatti, perché ancora criticità rimangono, insieme ad affermazioni che ancora vanno verificate e per questo continueremo a rivolgerci all’AGCM per una definitiva prenuncia in merito. E attendiamo che l’UE dia il via libera definitivo alle due proposte di direttiva sul greenwashing, pratica commerciale ormai diffusissima in tutti i settori merceologici, che sfrutta i temi della tutela ambientale e del contrasto ai mutamenti climatici, così sentiti dai consumatori, per operazioni di marketing ingannevoli e scorrette.

Nel frattempo, però, sempre insieme ad ACU, stiamo predisponendo azioni analoghe, nei confronti di altre imprese, nel settore energetico e non solo, che utilizzano nelle loro presentazioni al pubblico, vanti ambientali in realtà inesistenti e che sono fuorvianti per i consumatori.

E nei prossimi giorni ve ne daremo conto.

La proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO sull’attestazione e sulla comunicazione delle asserzioni ambientali esplicite (direttiva sulle asserzioni ambientali)


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