Il 10 settembre 2025, Ursula von der Leyen ha pronunciato davanti al Parlamento europeo a Strasburgo il suo discorso sullo Stato dell’Unione, uno dei momenti politici più importanti dell’anno per delineare le priorità strategiche dell’Unione Europea. Il contesto globale in cui si inserisce il discorso è complesso: oltre alle tensioni geopolitiche, come la guerra in Ucraina e le crisi in Medio Oriente, l’Europa deve affrontare sfide ambientali e climatiche sempre più urgenti, tra ondate di calore, incendi, innalzamento dei mari e perdita di biodiversità. Nel suo intervento, von der Leyen ha sottolineato la necessità di rafforzare la resilienza dell’Europa, promuovere una transizione ecologica sostenibile e garantire che la crescita economica sia compatibile con gli obiettivi climatici. Tra le luci del discorso emergono gli impegni concreti in tema di energie rinnovabili, mobilità elettrica e innovazione verde, con annunci significativi di investimenti e strumenti legislativi a supporto della transizione ecologica. Al tempo stesso, però, il discorso ha sollevato dubbi e critiche da parte di alcune organizzazioni non governative, deputati europei e attivisti climatici, che hanno evidenziato omissioni rilevanti, come la protezione della biodiversità, la gestione sostenibile delle risorse naturali e la mancata partecipazione a eventi climatici internazionali cruciali. Questo articolato dibattito evidenzia un contrasto tra le aspirazioni dichiarate e la percezione concreta dell’impegno dell’UE nella lotta ai cambiamenti climatici. L’articolo che segue analizza in dettaglio le luci e le ombre del discorso, i punti di forza e le criticità, e individua chi ha accolto positivamente l’intervento e chi, invece, ha espresso riserve o critiche, offrendo così una panoramica completa dello stato della politica climatica europea alla luce delle dichiarazioni della Commissione.

 

 

Lo scorso 10 settembre, la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha pronunciato il suo discorso annuale sullo Stato dell’Unione davanti al Parlamento europeo a Strasburgo. In un contesto geopolitico segnato da conflitti come la guerra in Ucraina e la crisi a Gaza, il discorso ha enfatizzato la necessità di un’Europa più forte, indipendente e strategicamente autonoma. Sul fronte ambientale e climatico, von der Leyen ha delineato una serie di iniziative volte a consolidare la leadership dell’UE nella transizione ecologica. Tuttavia, alcune omissioni e scelte politiche hanno suscitato critiche e interrogativi sulla coerenza e sull’efficacia delle politiche proposte.

windmill on grass field during golden hourLUCI: GLI IMPEGNI E LE INIZIATIVE PROMOSSE
1) Investimenti nelle energie rinnovabili e nella mobilità elettrica
Von der Leyen ha annunciato il lancio del progetto “Battery Booster”, un piano da 1,8 miliardi di euro destinato a potenziare la produzione di batterie in Europa. L’obiettivo è garantire che i futuri veicoli elettrici siano prodotti all’interno dell’Unione, riducendo la dipendenza da fornitori esterni e promuovendo l’occupazione locale. Inoltre, ha sottolineato che il 70% dell’elettricità consumata in Europa proviene già da fonti a basse emissioni di carbonio, evidenziando i progressi compiuti nel settore energetico.
2) Obiettivi climatici per il 2030 e il Fondo Sociale per il Clima
La presidente ha ribadito l’impegno dell’UE a ridurre le emissioni di gas serra del 55% entro il 2030, come previsto dal Green Deal europeo. Per accompagnare questa transizione, è stato annunciato l’istituto di un Fondo Sociale per il Clima, destinato a sostenere le regioni e le comunità più vulnerabili agli impatti economici e sociali delle politiche ambientali.
3) Promozione dell’innovazione e della competitività verde
Von der Leyen ha delineato una serie di iniziative per stimolare l’innovazione nel settore delle tecnologie verdi, tra cui l’Industrial Accelerator Act e il Pacchetto Reti. Questi strumenti mirano a semplificare le normative, facilitare gli investimenti e rafforzare la competitività dell’industria europea nel mercato globale.

OMBRE: LE CRITICHE E LE PREOCCUPAZIONI SOLLEVATE
1) Assenza al vertice COP29
Un punto controverso è stata l’assenza di von der Leyen al vertice COP29 tenutosi a Baku nel novembre 2024. Questa decisione è stata interpretata da molti come un segnale di scarso impegno dell’UE nella lotta ai cambiamenti climatici. Organizzazioni come il WWF e deputati europei hanno espresso delusione, sottolineando che la presenza della Commissione sarebbe stata fondamentale per riaffermare la leadership dell’Europa in ambito ambientale.
2) Critiche alle politiche di deregolamentazione ambientale
Nonostante gli annunci positivi, numerose organizzazioni non governative hanno criticato la Commissione per una presunta “campagna di deregolamentazione” che potrebbe indebolire le normative ambientali e la responsabilità delle imprese. Un gruppo di 470 ONG ha denunciato che il discorso maschera una realtà di allentamento delle normative, compromettendo gli obiettivi climatici.
4) Divisioni politiche interne e scarsa coerenza
All’interno del Parlamento europeo, diversi deputati hanno manifestato insoddisfazione per il discorso. L’umore tra i membri è descritto come sempre più critico e negativo, con accuse di inazione da parte degli Stati membri e spaccature evidenti nella maggioranza. Queste divisioni hanno messo in discussione la capacità dell’UE di attuare politiche ambientali efficaci.

CHI HA ACCOLTO POSITIVAMENTE IL DISCORSO
1) Industrie e imprese verdi: Hanno apprezzato gli investimenti annunciati nel settore delle energie rinnovabili e la promozione della competitività attraverso la riduzione della burocrazia.
2) Alcuni Stati membri: Hanno visto positivamente l’impegno dell’UE nel sostenere la transizione ecologica, pur mantenendo la competitività economica.

CHI HA ESPRESSO CRITICHE
1) Organizzazioni non governative: Hanno denunciato una presunta deregolamentazione che potrebbe compromettere gli obiettivi ambientali.
2) Deputati del Parlamento europeo: Hanno sollevato preoccupazioni riguardo alla mancanza di azioni concrete e alla coerenza delle politiche proposte.
3) Attivisti climatici: Hanno criticato l’assenza della presidente a eventi climatici internazionali, interpretandola come una mancanza di impegno.

CONCLUSIONI
Il discorso sullo Stato dell’Unione 2025 di Ursula von der Leyen ha messo in luce gli sforzi dell’Unione Europea per affrontare le sfide ambientali e climatiche. Tuttavia, le critiche ricevute evidenziano la necessità di azioni concrete e di una coerenza tra le dichiarazioni e le politiche attuate. La capacità dell’UE di bilanciare gli interessi economici con gli obiettivi ambientali sarà cruciale per determinare il successo delle sue iniziative future.

Hèléne Martin